Friselle pugliesi con il metodo dei panificatori: basta un’ora e si impastano da sole

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Friselle pugliesi

Le friselle sono il pane croccante dell’estate, quello che basta inzuppare con un filo d’acqua e condire con pomodoro, origano e olio buono per avere la felicità nel piatto. Ma c’è un modo per renderle ancora più fragranti, più leggere, più buone: si chiama autolisi, ed è il segreto che in pochi conoscono, ma che fa una differenza enorme.

Questa tecnica semplicissima, che consiste nel lasciare riposare farina e acqua prima di aggiungere il lievito, ti cambia l’impasto tra le mani. Lo rende più elastico, più facile da lavorare anche senza impastatrice, e soprattutto migliora la consistenza delle friselle una volta cotte.
In questa ricetta ti spiego come fare le vere friselle pugliesi, a lunga conservazione, come quelle che portavano i marinai durante i viaggi. Nessun passaggio è difficile, basta seguire il tempo e lasciarsi guidare dal profumo del forno.

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Friselle fatte in casa

Friselle croccanti pugliesi, con il trucco dell’autolisi che rende l’impasto più leggero e perfetto.
Preparazione30 minuti
Cottura1 ora 15 minuti
Lievitazione3 ore 50 minuti
Tempo Totale5 ore 35 minuti
Portata: antipasti
Cucina: Italiana
friselle fatte in casa
Porzioni: 20 friselle
Calorie: 85kcal
Author: Simone Mastrantonio
Ingredienti
Cosa occorre per preparare le friselle fatte in casa
  • 500 g semola di grano duro
  • 320 g acqua tiepida
  • 6 g lievito di birra fresco oppure 2 g lievito di birra secco
  • 10 g sale
  • 10 g olio extravergine di oliva
  • semola rimacinata quanto basta
Istruzioni
Come fare le friselle
    Preparare l’autolisi
    • In una ciotola, mescolare la semola con 300 g di acqua presa dal totale.
    • Coprire con un piatto e lasciare riposare per 1 ora: l’impasto si rilassa e diventa più malleabile.
    Impastare a mano
    • Aggiungere il lievito e parte dell’acqua rimasta. Mescolare fino a ottenere un composto grezzo.
    • Incorporare il sale e l’acqua rimanente.
    • Lavorare l’impasto con le mani, poi unire l’olio e continuare a impastare finché non viene assorbito.
    Prima lievitazione
    • Coprire con un canovaccio e far lievitare per 1 ora e mezza in un luogo caldo.
    Formare le ciambelle
    • Sulla spianatoia cosparsa di semola, formare palline da 400 g ciascuna.
    • Ripiegarle su sé stesse e farle riposare coperte per 1 ora su una teglia.
    Modellare e seconda lievitazione
    • Formare dei filoncini con le palline e chiuderli a ciambella.
    • Disporli su teglia con carta forno e lasciar riposare coperti per altri 40 minuti.
    Prima cottura
    • Infornare in forno statico preriscaldato a 250°C per circa 25 minuti, finché non saranno dorate.
    Taglio e biscottatura
    • Sfornare, tagliare subito a metà in senso orizzontale e sistemare su una griglia.
    • Far raffreddare completamente, poi infornare nuovamente a 120°C per circa 50 minuti, per asciugarle.
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    Consigli per un risultato perfetto

    • Non saltare l’autolisi: è il segreto per una pasta più elastica e friabile.
    • Lavora l’impasto a mano con calma: la semola richiede un po’ più di pazienza.
    • Usa acqua tiepida, non calda, per non compromettere il lievito.
    • Taglia le friselle appena sfornate: da fredde diventano difficili da dividere.
    • Biscottale bene: devono essere secche e leggere, non solo dorate.

    Abbinamenti consigliati

    • Pomodorini freschi con origano e olio EVO
    • Zucchine marinate e menta
    • Fagioli bianchi all’aglio e rosmarino
    • Caponata tiepida
    • Mozzarella di bufala e peperoni grigliati

    Valori nutrizionali indicativi (per 1 frisella)

    • Calorie: 85 kcal
    • Carboidrati: 16 g
    • Proteine: 2,5 g
    • Grassi: 1 g

    Conservazione

    Conservare le friselle in un contenitore ermetico di latta o vetro per 2-3 settimane.
    Se ben asciugate, durano anche 1 mese in luogo fresco e asciutto. Non è necessario congelarle.


    Curiosità

    Secondo una leggenda, Enea portò le friselle in Puglia durante la fuga da Troia, sbarcando a Porto Badisco. Da allora fanno parte della tradizione salentina come pane da viaggio e simbolo di accoglienza.

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    Tabella delle sostituzioni e personalizzazioni

    Ingrediente originaleSostituzioneMotivo
    Semola di grano duroFarina integralePer un gusto più rustico e fibre in più
    Lievito di birra frescoLievito madrePer una fermentazione più naturale
    Olio extravergineOlio di semiPer un sapore più neutro e delicato
    Acqua tiepidaAcqua frizzantePer una mollica più leggera
    Semola rimacinataFarina di mais finePer una crosta più grezza e croccante

    Domande frequenti (FAQ)

    Si possono fare con farina 00?

    Meglio evitare: serve una farina forte come la semola per tenuta e croccantezza.

    Posso farle più piccole?

    Sì! Dividi l’impasto in palline da 200 g o anche meno per friselle monoporzione.

    Devo bagnarle prima di servirle?

    Sì, passale sotto l’acqua per pochi secondi o immergile brevemente: si ammorbidiranno senza disfarsi.

    Posso aggiungere semi o spezie?

    Certo: prova semi di finocchio, origano o rosmarino nell’impasto.

    È obbligatoria la doppia cottura?

    Sì, è fondamentale per trasformarle in friselle croccanti e a lunga conservazione.


    Errori da evitare

    • Impastare tutto subito senza autolisi: la pasta sarà più dura e difficile.
    • Tagliare le ciambelle troppo tardi: da fredde si sbriciolano.
    • Cuocerle troppo nella seconda fase: rischiano di diventare dure come pietre.
    • Usare acqua calda: può uccidere il lievito.
    • Conservare in contenitori non ermetici: si inumidiscono e perdono croccantezza.

    Il tocco in più

    Aggiungi all’impasto qualche cucchiaio di vino bianco: regala un profumo irresistibile e una doratura perfetta. Un trucco da panificatori!

    — In alcune ricette, le immagini hanno una funzione puramente illustrativa. Ogni preparazione è testata con cura, ma il risultato finale può variare in relazione agli ingredienti disponibili e alle diverse attrezzature presenti nelle proprie cucine.

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