Ci sono piatti che non si toccano. L’amatriciana è uno di questi. Troppe volte la si vede storpiata con ingredienti che non c’entrano nulla: pancetta al posto del guanciale, parmigiano invece di pecorino, addirittura cipolla e aglio! No, questa è una ricetta che ha una storia, e se vuoi gustarla come tradizione comanda, devi rispettarla alla lettera.
L’amatriciana vera si fa con guanciale croccante, pecorino romano saporito, pomodori pelati e un tocco di peperoncino. Niente olio in eccesso, niente cipolla che copre i sapori e, soprattutto, niente pancetta, non perché vogliamo fare i puristi a tutti i costi, ma perché il guanciale rilascia un grasso dal sapore unico e inconfondibile che non può essere sostituito. Seguire la ricetta originale non è una fissazione, ma l’unico modo per ottenere quel gusto inimitabile.
Se vuoi portare in tavola un piatto fedele alla tradizione, che rispetti la cucina laziale e l’essenza di questa ricetta, continua a leggere: qui trovi il procedimento perfetto per non sbagliare e per evitare gli errori più comuni che rovinano l’amatriciana.
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Spaghetti all’amatriciana ricetta originale
- 160 g spaghetti
- 200 g pomodori pelati
- 70 g guanciale
- 35 g pecorino romano
- 30 ml vino bianco secco
- Peperoncino quanto basta
- Olio di oliva quanto basta
- Sale quanto basta
- Tagliare il guanciale a listarelle di circa 1 cm, eliminando la cotenna.
- Scaldare un filo di olio di oliva in una padella capiente a fuoco moderato.
- Aggiungere il guanciale e il peperoncino, far rosolare delicatamente fino a quando il grasso diventa trasparente e la carne leggermente croccante (circa 4-6 minuti).

- Sfumare con il vino bianco secco e spegnere il fuoco per bloccare la cottura.
- Rimuovere il guanciale dalla padella e metterlo da parte, lasciando il fondo di cottura e il peperoncino.
- Riportare la padella sul fuoco e unire i pomodori pelati, insieme a un po’ della passata presente nel barattolo.
- Schiacciare delicatamente i pelati con la forchetta e cuocere a fuoco dolce per 6-7 minuti.
- Salare leggermente (tenendo conto della sapidità del guanciale e del pecorino) e, se presenti, eliminare torsoli o eventuali residui indesiderati dei pelati.
- Spegnere il fuoco e lasciare il sugo in attesa della pasta.
- Portare a ebollizione una pentola capiente di acqua salata e buttare gli spaghetti.

- Scolare la pasta molto al dente, riaccendere il fuoco sotto il sugo e trasferirla nella padella.
- Aggiungere un po’ di acqua di cottura tenuta da parte, unire il guanciale e mantecare a fiamma alta fino a raggiungere la cottura desiderata.
- Spegnere il fuoco, unire il pecorino romano grattugiato e mescolare con cura.
- Servire subito, aggiungendo a piacere altro formaggio e una spolverata di pepe.
Consigli e idee per personalizzare la ricetta
- Usare bucatini al posto degli spaghetti per una consistenza più corposa e più fedele alla ricetta originale.
- Regolare la piccantezza modulando la quantità di peperoncino o aggiungendo pepe nero macinato.
- Sostituire il vino bianco con acqua di cottura se si preferisce un sapore più delicato.
- Aggiungere erbe aromatiche come origano o basilico fresco, se si desidera un tocco di profumo in più.
- Mantecare con un filo di olio a crudo alla fine, per esaltare la cremosità e il gusto complessivo.
Tabella delle sostituzioni e personalizzazioni
| Ingrediente originale | Sostituzione | Motivo |
|---|---|---|
| Guanciale | Pancetta | Mantenere la nota croccante e sapida |
| Pecorino romano | Parmigiano | Sapore più delicato per chi non ama il pecorino |
| Spaghetti | Bucatini | Testare una pasta bucata che trattiene meglio il sugo |
| Peperoncino | Pepe nero | Per una piccantezza più moderata |
| Vino bianco secco | Acqua di cottura | Ridurre la componente alcolica e mantenere la leggerezza |
Conservazione
Questo piatto va gustato subito appena pronto, perché la pasta tende a scuocersi e il sugo perde consistenza una volta raffreddato. Non si consiglia di conservarlo in frigorifero in quanto perderebbe la sua caratteristica fragranza e cremosità.
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Abbinamenti consigliati
- Vino rosso leggero: un Lazio Rosso o un Montepulciano d’Abruzzo si sposano benissimo.
- Contorno di verdure grigliate: melanzane, zucchine o peperoni grigliati per accompagnare la sapidità della pasta.
- Pane casereccio tostato: per raccogliere il sugo rimasto nel piatto e completare l’esperienza.
Valori nutrizionali e porzioni
- Calorie: ~500 kcal
- Proteine: ~20 g
- Grassi: ~17 g
- Carboidrati: ~65 g
Le dosi indicate sono per 2 porzioni abbondanti di spaghetti all’amatriciana.
Curiosità
Si dice che l’amatriciana prenda il nome dal borgo di Amatrice, in provincia di Rieti. Originariamente, la ricetta non prevedeva l’utilizzo del pomodoro, ma solo guanciale e pecorino (la cosiddetta gricia). Con il tempo il pomodoro si è aggiunto, trasformando la gricia in amatriciana e diventando uno dei simboli della cucina laziale.
Domande frequenti
Basta rosolarlo a fuoco moderato, aggiungendo un filo di olio per aiutare a distribuirne il calore.
Sì, ma il risultato sarà leggermente più liscio. I pelati danno maggiore consistenza e un gusto più rustico.
È preferibile cuocerlo al momento, ma si può preparare il sugo qualche ora prima e scaldarlo al momento di mantecare la pasta.
Il parmigiano è una valida alternativa, dal sapore più delicato e dolce, anche se la ricetta non sarà più originale!
Errori da evitare
- Non controllare il sale: guanciale e pecorino sono già molto sapidi, meglio assaggiare prima di salare.
- Rosolare il guanciale a fiamma troppo alta: il rischio è di bruciarlo, rendendolo amaro e poco gradevole.
- Usare poca acqua di cottura: soprattutto nella fase di mantecatura, aiuta a creare cremosità e a legare il sugo.
- Cuocere troppo la pasta: la pasta deve rimanere al dente per assorbire il sugo in padella.
- Dimenticare di mescolare spesso durante la mantecatura: è fondamentale per ottenere una distribuzione omogenea del condimento.
Il tocco in più
Aggiungere qualche scaglia di pecorino fresco direttamente nel piatto, così da assaporare la consistenza del formaggio in contrasto con la cremosità del sugo. Un gesto semplice che può dare ulteriore carattere a questo grande classico, trasformando il piatto in un’esplosione di sapori e profumi.



