Si chiama “pasta alla carcerata” (e ti diciamo il motivo): la ricetta da provare

Possiamo di certo dire che la pasta alla carcerata vanta il titolo di piatto degli anni ’80 insieme alle penne alla vodka e alla pasta con panna e salmone. Ebbene sì oggi prepariamo un piatto che tutti noi abbiamo forse già realizzato almeno una volta nella vita anche se non sapevamo le sue origini. Qualcuno dice che potrebbero essere umili, altri invece mettono in dubbio questa ipotesi, e soprattutto il suo nome è estremamente peculiare. Vediamo intanto come realizzarla.

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Pasta alla carcerata

La ricetta della pasta alla carcerata non ha origini certe, eppure è tra i primi più apprezzati: vediamo come si prepara
Preparazione10 minuti
Cottura40 minuti
Tempo Totale50 minuti
Portata: Primi
Cucina: Italiana
pasta alla carcerata
Porzioni: 2
Calorie: 584kcal
Ingredienti
Cosa ci occorre per la pasta alla carcerata
  • 200 g rigatoni
  • 150 g passata di pomodoro
  • 150 g salsiccia
  • 80 g panna da cucina
  • 1 cipolla
  • Sale q.b.
  • Prezzemolo q.b.
  • Mezzo bicchiere di vino bianco per sfumare
  • Olio extravergine di oliva q.b.
Istruzioni
Come preparare la pasta alla carcerata
  • Affettare la cipolla a dadini e farla appassire in una padella ampia con un filo generoso di olio, mantenendo il fuoco moderato.
  • Privare la salsiccia del budello e spezzettarla direttamente nella padella.
  • Lasciarla dorare, mescolando spesso per ottenere una cottura uniforme, poi sfumare con il vino bianco e attendere che la parte alcolica evapori.
  • Unire la passata di pomodoro e lasciare sobbollire una ventina di minuti, così da ottenere un sugo più concentrato. Incorporare la panna e proseguire la cottura per qualche minuto, circa 10.
  • Nel frattempo cuocere i rigatoni in acqua bollente salata e scolarli quando sono ancora al dente.
  • Trasferirli nella padella con il condimento e farli insaporire su fiamma vivace, aggiungendo un mestolino d’acqua di cottura se serve.
  • Completare fuori dal fuoco con prezzemolo fresco tritato.
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pasta alla carcerata ingredienti
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Pasta alla carcerata, perché si chiama così?

Dobbiamo dire che è un primo abbastanza veloce oltre che calorico: è uno di quei piatti che ci lascia soddisfatti, uno di quegli strappi alla regola che facciamo davvero eccezionalmente. Sulle origini in tanti hanno dei dubbi e anche il nome stesso è stato oggetto di ricerche. Forse potrebbe chiamarsi così per via delle righe dei rigatoni (che ricordavano la divisa dei carcerati), o forse questo primo è proprio per “uomini (e donne!) duri”.

Al posto del vino possiamo sfumarla con il brandy, ma è solo una scelta. Il risultato è decisamente avvolgente, un sugo che sa di casa e che profuma di buono. Come vuole la ricetta originale usiamo pure i rigatoni, così da rispettare la tradizione, ma c’è anche chi l’ha provata con i paccheri ed è davvero pazzesca. Con una bella spolverata di prezzemolo fresco, i sapori sono completi: sconsigliamo invece l’uso del grana o del parmigiano.

— In alcune ricette, le immagini hanno una funzione puramente illustrativa. Ogni preparazione è testata con cura, ma il risultato finale può variare in relazione agli ingredienti disponibili e alle diverse attrezzature presenti nelle proprie cucine.

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