Quando da bambina tornavo a casa e sentivo profumo di carne e patate, ero certa di trovare a tavola un piatto preciso, ovvero la pasta aggrassata alla siciliana. Noi in dialetto lo chiamiamo u grassatu, e da piccola non conoscevo le origini di questo primo così goloso a cui era impossibile resistere. Lo spezzatino, del resto, è tra i piatti più amati in inverno: il suo sapore ci fa tornare piccoli.
Eppure le patate non venivano accompagnate solo con la carne, in questo caso il lacerto di vitello. Come metodo antispreco, le patate che tendevano a sfaldarsi venivano poi condite con della pasta. Penne, rigatoni, mezze maniche: quello che c’era a casa in dispensa. Perché questa è la storia di un piatto di recupero siciliano che non è mai andato perduto.
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Pasta ‘aggrassata’ alla siciliana
- 180 g penne
- 400 g lacerto di vitello
- 1 cipolla
- 6 patate medie
- 1 carota
- 1 cucchiaio di estratto di pomodoro
- Olio extravergine di oliva q.b.
- Sale q.b.
- Pepe q.b.
- Parmigiano q.b.
- Tritare cipolla e carota a dadini e trasferirle in una casseruola con un filo generoso d’olio extravergine.
- Unire il vitello a pezzi e rosolare il tutto a fuoco vivace, mescolando spesso.
- Aggiungere l’estratto di pomodoro, sciolto in poca acqua calda, e mescolare per farlo amalgamare al fondo.
- Insaporire con sale e pepe, abbassare la fiamma e lasciar cuocere coperto per circa un’ora, aggiungendo un po’ d’acqua se necessario per mantenere la carne morbida.
- Dopodiché, unire le patate a tocchetti e proseguire la cottura finché diventano tenere e avvolte nel sugo: potrebbero volerci altri 20 minuti.
- Cuocere le penne in acqua da salare al bollore, scolarle al dente e trasferirle direttamente nella casseruola con il condimento.
- Mescolare bene, aggiungere una spolverata di parmigiano e servire la pasta calda con la carne e le patate.

Pasta aggrassata alla siciliana, un simbolo dell’antispreco
Sebbene la ricetta venga legata alla città di Palermo, il capoluogo della Sicilia, in realtà anche noi a Catania l’abbiamo sempre preparata. U “grassatu” era uno dei piatti forti di mia nonna e così di mia mamma, mentre io invece la preparo sempre troppo poco rispetto a loro. Non perché non mi piaccia, anzi: devo dire che questa è una delle mie paste preferite.
Tra il sughetto della cipolla ormai sfaldata, le patate e la carne sfilacciata, perché comunque cuoce per almeno un’oretta, si crea un fondo a dir poco delizioso con cui condire la pasta. Certo, non è un primo poco calorico, ma è ideale in questo periodo e, tra l’altro, con un’unica preparazione abbiamo in tavola sia il primo quanto il secondo. Da provare.
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