Una piadina sottile e profumata, una frittata alla rucola che si sposa perfettamente con la base e tutto in versione keto, perfettamente compatibile con un regime a bassissimo contenuto di carboidrati.
La piadina keto con frittata alla rucola è un’idea super furba per il pranzo veloce, low carb ma comunque saziante e gustosa. Possiamo gustarla subito appena cotta, oppure lasciarla raffreddare, chiuderla in un contenitore e portarla in ufficio per un pranzo low carb davvero pratico. Una soluzione intelligente per chi vuole mangiare con gusto senza sgarrare. Abbiamo scoperto questa ricetta sui social: semplice, veloce e gustosa.
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Piadina keto con frittata alla rucola
- 50 g preparato per pizza keto si può acquistare nei supermercati o anche online (come su Amazon)
- 35 g yogurt greco
- 15 ml acqua tiepida
- 1 cucchiaio olio extravergine di oliva
- Mezzo cucchiaino di lievito istantaneo per salati
- Sale q.b.
- 20 g rucola
- 1 uovo
- 1 cucchiaio di pecorino stagionato grattugiato
- Mezzo cucchiaio di olio extravergine di oliva
- Semi di sesamo q.b.
- Sale q.b.
- Raccogliere in una terrina il preparato per pizza keto, il lievito istantaneo e un pizzico di sale.
- Aggiungere lo yogurt greco, l’acqua tiepida e l’olio extravergine di oliva, poi lavorare fino a ottenere un impasto morbido e compatto.
- Stendere l’impasto tra due fogli di carta forno oppure su un piano leggermente spolverato con altro preparato keto, formando una piadina sottile.
- Cuocerla in padella antiaderente calda per pochi minuti per lato.
- Preparare la frittata frullando l’uovo con la rucola, il pecorino, l’olio e un pizzico di sale.
- Scaldare una padella antiaderente e distribuire sul fondo i semi di sesamo.
- Versare sopra il composto alla rucola e cuocere a fiamma dolce fino a quando inizierà a rassodarsi.
- Quando la frittata sarà quasi pronta, appoggiare sopra la piadina già cotta e girare tutto con attenzione, aiutandosi con un piatto o una spatola larga.
- Lasciare sul fuoco ancora pochi istanti, poi piegare e servire.
- Si può mangiare subito oppure lasciarla raffreddare, chiuderla in un contenitore e portarla fuori casa per un pranzo low carb pratico e saziante.

Piadina keto, l’ingrediente è la farina keto: cos’è e come usarla al meglio
La diffusione dello stile alimentare chetogenico ha portato, negli ultimi anni, allo sviluppo di un’intera categoria di prodotti per chi segue questo regime, e tra i più interessanti ci sono sicuramente le farine keto. Ma di cosa si tratta esattamente? Le farine keto non sono in realtà “farine” nel senso tradizionale del termine, ovvero derivate dalla macinatura di cereali come grano, mais, riso o avena. Si tratta invece di miscele speciali, sviluppate per replicare le caratteristiche tecniche delle farine tradizionali (capacità di legare, di dare struttura agli impasti, di permettere lievitazione e cottura) mantenendo però un contenuto di carboidrati estremamente basso, generalmente sotto il 5-10% del peso totale, contro il 70-75% delle farine classiche.
Gli ingredienti che compongono queste miscele sono diversi e ognuno svolge un ruolo specifico. La farina di mandorle è una delle basi più comuni: ricavata dalle mandorle finemente macinate, è povera di carboidrati e ricca di grassi buoni e proteine. La farina di cocco, anch’essa molto usata, è altamente assorbente e dà struttura. La farina di lupini, ricavata dai legumi essiccati, è proteica e leggera. A questi si aggiungono spesso fibre come lo psyllium (le bucce di psyllium in polvere) che danno elasticità agli impasti, glutine vitale di frumento (in alcune miscele) per replicare la consistenza tipica del pane, semi tritati di girasole o di lino, proteine in polvere.
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Il primo consiglio è quello di seguire scrupolosamente le indicazioni della ricetta e della confezione, perché le farine keto si comportano in modo diverso dalle farine tradizionali. In genere assorbono molti più liquidi, quindi le proporzioni con acqua o yogurt sono fondamentali. Spesso danno impasti più “fragili” e meno elastici, da maneggiare con delicatezza. E hanno tempi di cottura leggermente diversi, di solito un po’ più brevi. Un altro aspetto importante: il sapore. Le farine keto hanno un gusto leggermente diverso da quelle tradizionali: a volte più “nocciolato” per la presenza delle mandorle, più dolciastro per il cocco, o più neutro. È bene quindi scegliere la miscela giusta per il tipo di preparazione (un preparato salato per pizza non andrà bene per i dolci, e viceversa).



