Non so se ti è mai capitato di avere mezza anguria in frigo e zero voglia di frullati. A me sì, e così è nato tutto. Ho acceso il Bimby quasi per gioco, pensando a una crema fredda, qualcosa di facile. Ma non mi aspettavo che una semplice panna cotta potesse diventare così bella, così elegante… così diversa. L’ho portata a tavola senza dire nulla. Nessuno ha riconosciuto l’anguria. Nessuno ha capito cosa fosse, ma tutti hanno chiesto la ricetta.
Il bello? Si prepara in anticipo, non ha bisogno del forno e fa un figurone con pochissimi ingredienti.
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Panna cotta all’anguria Bimby
- 550 ml panna da montare
- 170 g zucchero semolato
- 10 g colla di pesce
- 1 bacca di vaniglia
- 200 ml latte intero
- 600 g anguria peso della polpa pulita
- 40 g zucchero a velo
- 40 g amido di mais o fecola di patate
- Mettere in ammollo la colla di pesce in acqua fredda per 10 minuti.
- Nel boccale del Bimby versare panna, latte, zucchero e i semi della bacca di vaniglia.
- Cuocere per 6 minuti a 80° a velocità 3.
- Aggiungere la gelatina ben strizzata e mescolare 15 secondi a velocità 3.
- Filtrare il composto e versarlo in uno stampo rettangolare (25×11 centimetri).
- Lasciar raffreddare a temperatura ambiente, poi trasferire in frigorifero per 5-6 ore.
- Frullare la polpa dell’anguria.
- Filtrare il succo con un colino a maglie strette per eliminare filamenti e semi.
- Versarlo in un tegame, aggiungere lo zucchero a velo e incorporare l’amido di mais a pioggia, mescolando con una frusta.
- Portare a bollore e far addensare, mescolando continuamente.
- Lasciar intiepidire e versare delicatamente sulla panna cotta.
- Riporre in frigorifero per altre 4 ore.
- Questo dolce si conserva perfettamente in frigorifero per 2-3 giorni. Basta coprirlo con pellicola alimentare. Non è adatto alla congelazione, perché lo strato al gelo potrebbe perdere consistenza.
Note

Come servirla, variarla, stupire
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Questo dolce si presta benissimo a essere presentato in tanti modi diversi. La versione classica, nello stampo da plumcake, è già elegante: basta affettarla con delicatezza e adagiare ogni fetta su un piattino, magari con una foglia di menta e qualche goccia di cioccolato fondente o coulis ai frutti rossi per un contrasto scenografico.
Se vuoi stupire davvero, prova a versare panna cotta e gelo in bicchierini trasparenti alternando i due strati in modo geometrico: effetto wow garantito. Un’idea perfetta per cene all’aperto o buffet estivi.
Per una versione più giocosa puoi aggiungere al gelo d’anguria micro gocce di cioccolato: sembreranno i semini dell’anguria e faranno sorridere i tuoi ospiti.
Vuoi cambiare frutta? Usa la stessa tecnica con fragole, melone o pesche bianche ben mature. Il risultato sarà sempre sorprendente, purché la polpa venga frullata e filtrata con cura.
Chi è attento alle calorie può sostituire lo zucchero con eritritolo o dolcificanti naturali in polvere: la struttura regge bene, anche se il sapore sarà leggermente diverso. In media, una fetta apporta circa 260 calorie, ma può scendere a 190 kcal con la versione alleggerita.
Ti sei mai chiesto?
Perché la consistenza cambia così tanto tra panna cotta e gelo?
La magia sta tutta nei contrasti: da un lato la cremosità vellutata della panna cotta, dall’altro la freschezza soda del gelo, che si scioglie lentamente. È proprio questo gioco di texture diverse che rende questo dolce così speciale.
E sai qual è il segreto per un taglio perfetto?
Mettere lo stampo in freezer per 20 minuti prima di servire. In questo modo potrai sformarla facilmente e ottenere fette nette con bordi ben definiti.
Per chi ha intolleranze o esigenze particolari
Questa ricetta è facilmente adattabile anche a chi segue un’alimentazione specifica.
Puoi usare panna e latte vegetale (soia, riso, cocco) al posto di quelli classici.
Attenzione alla colla di pesce: se sei vegano, sostituiscila con agar agar, ma sappi che ha tempi e modalità diverse di utilizzo, quindi le dosi andranno riviste.
Per chi è sensibile al nichel, puoi usare fecola di patate al posto dell’amido di mais e scegliere frutta più tollerata, come melone o fragole al posto dell’anguria.






