La storia delle fave fresche risale all’Età del Bronzo: Già nelle civiltà egizia e romana questo legume era considerato un simbolo sacro di rigenerazione della terra e un pilastro di una tradizione nutriente e genuina. Preparare le penne integrali con un pesto di fave e pecorino significa riscoprire un connubio di sapori autentici che attraversa i secoli.
La dolcezza dei legumi appena sgranati si sposa con la sapidità del formaggio in un’armonia perfetta. Ottenere una consistenza vellutata senza l’uso della panna è il risultato di una tecnica antica che valorizza l’amido naturale.
La mantecatura eseguita con l’acqua di cottura permette di legare gli ingredienti in una crema setosa e leggera. L’utilizzo di materie prime legate al territorio e alla stagionalità trasforma un piatto semplice in un’esperienza sensoriale profonda
Da provare: Il piatto povero e contadino che ti porta in Puglia: fave e cicoria
Prima di continuare, ti ricordo che è disponibile, per ricevere le notifiche delle nostre ricette, il canale Telegram, cliccando qui oppure il canale Whatsapp, cliccando qui. Unisciti anche tu per non perdere le ultime novità. IL TUO NUMERO DI TELEFONO NON LO VEDRÀ NESSUNO!
Se vuoi ricevere offerte strepitose, selezionate per te da Amazon, iscriviti gratis al canale Whatsapp, cliccando qui. IL TUO NUMERO DI TELEFONO NON LO VEDRÀ NESSUNO!! In alternativa clicca qui, per trovare Tutto ciò che cerchi per la tua casa
Penne integrali con pesto di fave e pecorino
- Mixer o frullatore a immersione
- Pentola capiente per la pasta
- Ciotola per mantecare
- 190 g penne integrali
- 130 g fave fresche (peso pulito)
- 30 g olio extravergine d’oliva
- 30 g pecorino di Pienza grattugiato
- 20 g parmigiano reggiano grattugiato
- 15 g mandorle pelate
- sale, pepe nero e scorza di limone bio
- Sgusciare le fave fresche e rimuovere la pellicina esterna per ottenere solo l’anima tenera.
- Mettere a bollire abbondante acqua per la pasta integrale.
- Mettere nel mixer le fave pulite, le mandorle, i formaggi grattugiati, il pepe e la scorza di limone.
- Aggiungere l’olio extravergine a filo e frullare a intervalli fino a ottenere una crema densa.
- Regolare di sale solo dopo aver assaggiato, considerando la sapidità dei formaggi.
- Salare l’acqua e cuocere le penne integrali per il tempo indicato, scolandole al dente.
- Conservare un mestolo di acqua di cottura prima di scolare.
- Trasferire la pasta in una ciotola, unire il pesto e l’acqua di cottura, mescolando vigorosamente lontano dal fuoco.

Come ottenere una cremosità perfetta
Per ottenere una consistenza che avvolga ogni singola penna, è fondamentale sfruttare il potere degli amidi contenuti nell’acqua di cottura della pasta integrale: questo liquido dorato agisce come un legante naturale che trasforma il pesto di fave in una vellutata irresistibile. La temperatura gioca un ruolo cruciale, poiché il pesto non deve mai incontrare il fuoco diretto: il calore residuo della pasta e della pentola è più che sufficiente per sciogliere delicatamente i formaggi senza farli filare o separare la parte grassa. Se le fave non sono giovanissime, un passaggio rapido in acqua bollente per un minuto agevola la rimozione della pellicina esterna: questo piccolo accorgimento garantisce un colore verde smeraldo vibrante e una texture infinitamente più setosa al palato.
Gestione di intolleranze e allergie
Sostituire gli ingredienti per andare incontro a esigenze alimentari specifiche è semplice e non compromette il risultato finale: per chi deve evitare il glutine, la scelta ideale ricade su una pasta di riso integrale o di grano saraceno, che mantiene una buona callosità e si sposa bene con i toni vegetali del pesto. Sul fronte del lattosio, si può puntare su pecorino e parmigiano con una stagionatura che superi i trentasei mesi, periodo in cui lo zucchero del latte scompare naturalmente grazie ai processi fermentativi: in alternativa, è possibile utilizzare una crema di mandorle tostati e lievito alimentare in scaglie per richiamare la sapidità del formaggio in modo del tutto vegetale.
Errori da evitare per non rovinare il piatto
L’insidia principale risiede nell’ossidazione delle fave durante la preparazione del pesto: frullare troppo a lungo o a velocità eccessiva riscalda le lame, spegnendo la brillantezza del condimento e conferendogli un tono grigiastro poco invitante. Bisogna prestare molta attenzione anche al bilanciamento del sale: i formaggi stagionati sono già molto sapidi, quindi è bene salare l’acqua della pasta con moderazione per evitare che il sapore complessivo risulti aggressivo. Un altro sbaglio comune è scolare la pasta eccessivamente asciutta: senza la giusta dose di umidità, il pesto tenderà a compattarsi in grumi invece di distribuirsi in modo uniforme sulla superficie ruvida delle penne integrali.
Idee creative per il recupero
Se la pasta dovesse avanzare, si presta magnificamente a essere trasformata in una frittata di pasta dorata in padella: basta unire un uovo biologico e una manciata di erbe aromatiche fresche come la mentuccia o la maggiorana per dare nuova vita al piatto. Il pesto rimasto, invece, diventa una base eccellente per delle bruschette gourmet: è sufficiente spalmarlo su fette di pane casereccio tostato e completare con un filetto di acciuga o un pomodorino confit per un aperitivo che non spreca nulla e sorprende per la sua raffinatezza.



