La panina unta è un pilastro della tradizione gastronomica di Arezzo e del Casentino, legata indissolubilmente alle celebrazioni della Pasqua: storicamente, questo pane arricchito veniva preparato dalle famiglie contadine per rompere il digiuno della Quaresima. il termine “unta” deriva proprio dall’abbondante presenza della pancetta o del rigatino che, durante la cottura, rilasciano il loro grasso rendendo l’impasto incredibilmente saporito e morbido, perfetto per accompagnare le uova sode benedette e il salame.
Anticamente, la preparazione della panina rappresentava un vero rito collettivo che coinvolgeva i forni a legna del borgo: le donne del paese preparavano grandi quantità di impasto, caratterizzato da una generosa dose di pepe nero, che serviva a dare una nota decisa e corroborante al pane. oltre alla versione unta, esiste anche la “panina gialla”, arricchita con zafferano e uvetta, ma la variante con la pancetta resta la preferita per le scampagnate del Lunedì dell’Angelo e per le colazioni pasquali toscane.
La ricetta proposta da Piero Benigni è appunto una variante più “leggera”, moderna e accessibile: lo strutto della tradizione lascia il posto all’olio d’oliva, mentre il classico rigatino toscano (una varietà di pancetta molto pepata e saporita) è sostituito dalla pancetta tesa, più semplice da reperire ma altrettanto gustosa.
Il risultato è un lievitato incredibilmente profumato, soffice e dalla crosta croccante, perfetto per accompagnare i salumi del pranzo di Pasqua o per una scampagnata.
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Panina unta
- Carta forno
- Planetaria con gancio
- Ciotola capiente
- Pellicola da cucina
- Spianatoia
- padella
- teglia
- 500 g farina 0
- 25 g lievito di birra fresco
- 300 g acqua circa
- 250 g pancetta tesa salata
- 1 cucchiaino miele
- 1 cucchiaino sale
- 1 cucchiaio pepe
- 1 cucchiaio olio di oliva
- Tagliare la pancetta a dadini. In una padella, rosolarla dolcemente fino a quando il grasso diventa trasparente e la carne rimane morbida quindi eliminare il grasso fuso, conservando solo i dadini dorati.
- Versare circa metà dell’acqua tiepida in un boccale e sciogliervi il lievito di birra fresco con il cucchiaino di miele. Setacciare la farina nella ciotola della planetaria e iniziare a impastare con il gancio a bassa velocità.
- Versare gradualmente l’acqua con il lievito e poi l’acqua rimanente, lasciandone un po’ da parte.
- Aggiungere i dadini di pancetta e l’olio di oliva, incorporandoli delicatamente all’impasto. Unire poi il sale e il pepe e lavorare per circa 4 minuti, fino a che l’impasto inizia ad incordarsi, cioè ad attorcigliarsi attorno al gancio formando una massa compatta. Se necessario, aggiungere ancora poca acqua per ottenere la giusta consistenza.
- Raccogliere l’impasto al centro della ciotola, coprirlo con pellicola da cucina e lasciare lievitare fino al raddoppio del volume (2-3 ore) in forno spento con la sola lampadina accesa.
- Trascorso il tempo trasferire l’impasto su una spianatoia leggermente infarinata. Senza lavorarlo troppo, dividerlo in due panetti e posizionarli in una teglia rivestita di carta forno.
- Coprire e far lievitare ancora per circa 1 ora, sempre nel forno con la sola lampadina accesa.
- Preriscaldare il forno a 180 gradi in modalità statica, infornare i panetti a metà altezza e cuocere per 40-50 minuti, o fino a ottenere un colore beige uniforme.
- Sfornare e spennellare subito con olio di oliva. Trasferire le panine su una griglia per farle raffreddare completamente.
- Le panine unte si gustano meglio dopo alcune ore e risultano ancora più buone il giorno dopo. Possono essere conservate diversi giorni avvolte in un panno, ma non devono essere messe in frigorifero.

Consigli utili
Se non si trova la pancetta tesa, si può usare pancetta fresca a dadini, leggermente salata e rosolata nello stesso modo.
Per un aroma più intenso, puoi aggiungere un rametto di rosmarino tritato all’impasto.



